COERENZA e ONESTA’: due membri d’equipaggio sulla stessa barca

COERENZA e ONESTA’: due membri d’equipaggio sulla stessa barca

La coerenza è figlia delle nostre parole e delle nostre azioni. Una frase che dico spesso nei corsi di Crescita Personale che tengo, è che “purtroppo, pronunciare parole, non costa nulla. Se per ogni parola che diciamo, dovessimo dare 1 centesimo, staremmo molto più attenti a non parlare a vanvera”. Certo, io con l’attività che svolgo, mi costerebbe un capitale, ma credo siano soldi ben spesi.
Le persone non hanno alcuna aspettativa. Siamo noi, con le nostre parole, a dipingere un quadro che poi crea negli altri una pre-visione di ciò che “potrebbe essere” ed ecco formarsi l’aspettativa, l’emozione di ciò che potrebbe essere.
Se quanto viene detto, ha proprio lo scopo di far nascere negli altri un’aspettativa, nella quale non crede colui che parla, ecco che l’incoerenza la fa da padrona e nasce la manipolazione fraudolenta, cioè, quando si fanno delle affermazioni, al solo scopo di ottenere, a proprio beneficio, l’approvazione e la fiducia altrui. Sono i pessimi venditori, quelli dai quali tutti fuggono. La gente non ama vendere perché ha avuto l’amara esperienza di incontrare alcune di queste persone.
Come ben sai, la Fiducia è una moneta estremamente rara e che si deprezza assai rapidamente. Se si riesce a carpire la fiducia e poi le azioni non seguono le affermazioni, ecco che la fiducia verrà meno e ricomporla risulterà una impresa titanica; tanto più se anche questo tentativo di ricostruzione è solo finalizzato ad un beneficio personale (incongruenza reiterata e fraudolenta).
Un formatore, che ho seguito diverse volte nelle sue aule, afferma che “la fiducia è una cosa che si da prima; dopo è solo una costatazione di fatto”. Mai frase fu più vera. Per questo è così preziosa. Per questo, una volta che è stata data PRIMA, bisogna far di tutto per ripagarla con coerenza e gratitudine, altrimenti, la “costatazione di fatto” sarà che non siamo credibili.
Ogni volta che parliamo, vendiamo le nostre idee, le nostre convinzioni, la nostra essenza e desideriamo che coloro che ci ascoltano, le acquistino facendole proprie. Non si può chiedere alle persone di arrivare in orario se noi per primi arriviamo in ritardo. Non puoi chiedere alle perone di non “sparlare” creando inutili situazioni di astio (magari nel luogo di lavoro) se poi siamo i primi a dedicarci al gossip e non blocchiamo coloro che vogliono spettegolare con noi. Dire in aula alle persone di inseguire i propri sogni e non farlo io per primo, sarebbe stato un atto di incoerenza (ecco la scelta di abbandonare il posto fisso statale e dedicarmi alla formazione). Dichiarare in aula che sono a disposizione dei partecipanti dovessero aver bisogno di aiuto, e poi non rispondere alle loro mail o messaggi face book, sarebbe incoerente, ecco perché mi ritaglio sempre del tempo per chi vuole contattarmi. Quando ho vissuto la mia breve esperienza da “venditore”, la prima cosa che il cliente mi chiedeva era “ma tu lo hai comprato per te e per la tua famiglia?” ed era coerenza mostrare il mio contratto e quello di mia moglie.
Per non incappare nel problema di creare troppe e false aspettative, bisognerebbe seguire le parole di Confucio: “Sii molto cauto nel parlare, perché tu non abbia a vergognarti qualora le tue azioni non fossero state poi all’altezza dei discorsi.”
Quindi non si può cambiare idea? Quindi la coerenza ci deve obbligare ad andare sempre in un’unica direzione? Non è così. Riporto una frase che ho letto recentemente: “Il cambiare idea dopo aver fatto degli errori è sintomo di onestà e di coerenza con se stessi e con gli altri” ma poiché le persone possono aver “acquistato” le nostre precedenti idee e convinzioni, è atto doveroso, informarle del nostro cambio di intenzioni. Troppe volte ho visto proporre idee meravigliose per la massa al fine di ottenere la loro approvazione e poi agire secondo diverse convinzioni, valori e propositi determinando delusione generale.

Per coloro che sono in questo stato, dopo aver fatto una abbondante immersione nel fiume dell’umiltà, vi sono solo 2 soluzioni:
1) Rimanere fedeli con quanto si era precedentemente proposto e fare marcia indietro, rendendosi conto che le azioni che si stavano compiendo non erano coerenti con il messaggio che si era detto e che è alla base dei propri valori. Si chiede umilmente scusa per aver deviato dalla rotta e si mostrano azioni reali che dimostrano di esser tornati sui binari corretti.
2) Informare i protagonisti del cambio di intenzioni, rotta, valori, credenze e convinzioni. E’ chiaro che in questo secondo caso si dovrà smettere di propagare le vecchie affermazioni al solo scopo di mantenere l’attaccamento degli altri. Nuove azioni e nuovi valori dovranno essere coerenti.
Un proverbio arabo spiega tutto questo con poche parole: “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.
Siate onesti prima con voi stessi e poi agite per come sentite in voi ed affermate. Vi riconosceranno come persone COERENTI ed ONESTE.

Fabio Salomoni
NLP Master Practitioner Advanced
NLP Master Practitioner Hypnotist