Obiettivi e Valori

Tu sei infinitamente importante. Ogni essere vivente lo è. Se sei in questo mondo è certamente per un motivo ed uno scopo. Finché non scoprirai il Perché, che ha portato alla magia della tua venuta, non potrai adempiere al tuo scopo primario. Con esso vivrai la tua più alta soddisfazione e felicità.

Il mio obiettivo, dopo 25 anni trascorsi ad aiutare i ricoverati in ospedale, è ora aiutare le persone a trovare la gioia di vivere, la fiducia in se, ad essere maggiormente vitali e dinamici, vivendo la quotidianità in modo etico.

Nella vita ci vuole PEPE, perché sia un regalo quotidiano, perché i nostri occhi si possano riempire di meraviglia quotidiana. PEPE, per non vivere nell’agonia dell’abitudine e della routine che mandano alla deriva, relazioni sentimentali e situazioni lavorative.

PEPE… ed infatti le parole chiave che guidano la mia vita ed ogni aula alla quale parteciperai con me, sono:

PASSIONE

ENTUSIASMO

PREPARAZIONE

ENERGIA

Ogni corso ha lo scopo di fornirti gli strumenti di cui hai bisogno perché tu possa avere Indipendenza e Libertà, e per fare questo, ricorriamo ai più antichi strumenti di apprendimento: il gioco ed il divertimento.

Se vuoi sperimentare nuove emozioni, se vuoi crescere lasciando che le tue qualità ed i tuoi talenti emergano, se vuoi andare oltre i limiti che credi di avere, non è un caso che tu abbia letto proprio questa presentazione.
Lo so, sono incredibilmente fiducioso, e ciò che sogno è un mondo dove tutti possano essere semplice-mente FELICI.
Per concretizzare questo sogno, ho deciso di aiutare ogni singola persona, che deciderà di utilizzare un po’ del proprio tempo, trascorrendolo in aula con me.

Il caso non esiste, è il frutto di scelte, decisioni ed azioni.

Ora sta a te, scegliere, decidere ed agire.


Amare il proprio corpo

significa mantenere la sua energia espansa e fluida affinché possa nutrire i nostri sentimenti, le nostre emozioni, la nostra amorevolezza, la nostra creatività e permetterci di esprimere in modo empatico e rispettoso.


Amare la propria mente

significa mantenerla quieta, libera dall’incessante brusio dei pensieri, dall’influenza totalizzante delle memorie del passato e dalle ossessive preoccupazioni per il futuro, per essere più lucidi e capaci di dare una risposta creativa ed efficace alle mille richieste del vivere quotidiano.


Amare la vita

significa permettere alla nostra vera natura di fiorire e di esprimersi nell’amore e nella fiducia, libera dalle paure, dai condizionamenti del passato e dai pensieri autolimitanti.

Ci si ama quando ci si vede nella propria realtà, quando mostriamo di apprezzare ciò che vediamo ma soprattutto quando viviamo come una sfida esaltante la prospettiva di ciò che siamo in grado di diventare.

La ricerca e il cambiamento sono sfide dirette ed individuali se impariamo a conoscere, ad accettare, ad apprezzare la nostra unicità, e permettiamo agli altri di fare la stessa cosa.

Spesso abbiamo paura di affrontare qualunque cosa perché non siamo sicuri di saperla fare in modo perfetto, temiamo che non riscuoterà l’approvazione altrui e…lasciamo perdere.

La cosa più facile è essere ciò che siamo, mostrare ciò che proviamo, la più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo.

Valori: vivere secondo un’etica d’amore verso la vita, noi stessi e gli altri: si può trovare questo amore solo se si abbandona l’ossessione del potere e del dominio sugli altri. Ciò significa vivere nel quotidiano cura, rispetto, impegno, fiducia, responsabilità e conoscenza ed essere sempre disponibili ad imparare e aperti al cambiamento.

Se non apprezziamo la situazione nella quale ci troviamo, sia nella vita che nell’amore, noi siamo in grado di modificarla se crediamo nel cambiamento

“Abbiamo il nostro pennello e i nostri colori, possiamo dipingere il paradiso ed entrarci”

Se vogliamo cambiare qualcosa nella nostra vita è necessario credere nella nostra capacità di effettuare cambiamenti e, secondo passo, decidere e rendere operativo questo cambiamento, agire. Non si cambia solo perché lo si desidera, si deve passare all’azione.

Essere è fare.

Diventiamo veri al momento dell’azione.
Se si vuole rendere la propria vita felice si dovrà agire nella felicità.
Se si vuole amare si dovrà agire, amando.

Dopo varie disgrazie possiamo scegliere tra diventare duri e pieni di risentimento o la volontà indomabile e quindi continuare a lottare. Possiamo scegliere di provare serenità, amore, perdono perché DENTRO SIAMO RIMASTI GLI STESSI, possiamo continuare a sognare e ad inseguire i nostri sogni.

Decidere per un atteggiamento SEMPLICE.

Si può scegliere tra essere IMPEGNATI A MORIRE o ESSERE IMPEGNATI A VIVERE ADESSO, puoi DECIDERE se VIVERE o sopravvivere.

Potenza del PENSIERO

“Semina un pensiero e avrai un’azione,
semina un’azione e avrai un comportamento,
semina un comportamento e avrai un’abitudine,
semina un’abitudine e avrai un destino”

Il pensiero costituisce la prima forma di azione, quella da cui derivano tutte le altre,

fino a creare addirittura il nostro “destino”

Ognuno diventa ciò che pensa.
Se la mente è piena di pensieri colmi di collera, ci arrabbiamo.
Se è piena di pensieri felici, ci sentiamo allegri e felici.

Molti non hanno ancora trovato quel potere che stanno cercando. Vivendo scollegati dal nostro cuore, intuiamo che ci manca qualcosa di essenziale per essere felici. Da ció la presenza di persone che non sopportano stare con se stesse, senza fare nulla, sole con il loro vuoto interiore. E dato che la societá ci condiziona cosí da credere che l’amore verso noi stessi é un atto di egoismo, vanitá e narcisismo, siamo soliti aspettare che gli altri ci amino per smettere di sentirci incompleti e insoddisfatti.

Questa ricerca peró é condannata al fallimento, poiché é propriamente la nostra connessione interna ció che manca nella nostra vita. Piú in lá del piacere e della soddisfazione temporale che ci garantiscono la riuscita e la rispettabilitá, cosí come il consumo e la formazione, ció che in realtá é necessario alla nostra felicitá si trova giá nel nostro cuore. Siamo onesti: quanto tempo, denaro e energia dedichiamo a conoscerci, curarci e coccolarci? Quando é stata l’ultima volta che abbiamo provato pace? Cosa abbiamo fatto di recente per amarci?

Come in qualsiasi altro ambito della vita, godere di un salutare benessere emozionale é una questione di comprensione, impegno o allenamento.

Sei certamente una persona meravigliosa e tutto ciò che hai fatto e realizzato è prezioso e va conservato: E’ l’esperienza della tua vita.

Ma per Essere, Avere ed Ottenere qualcosa di meglio, hai la necessità che qualcun altro ti suggerisca come fare.

DA SOLO OTTERRRAI anche in FUTURO CIO’ CHE HAI OTTENUTO FIN QUI: se VUOI ottenere qualcosa di diverso e MIGLIORE dovrai AFFIDARTI a chi ti POSSA DIRE come PENSARE e AGIRE in modo MIGLIORE.

Amare se stessi non ha niente a che vedere con i sentimentalismi o banalitá. Si tratta di un tema decisamente un pó piú serio. Nel parlare di amore, ci riferiamo a pensieri, parole, attitudini e comportamenti che professiamo a noi stessi. Cosí, amarci é sinonimo di ascoltarci, accudirci, accettarci, rispettarci, valorizzarci e, in definitiva, essere amabili con noi in ogni momento e di fronte a qualsiasi situazione.

Il primo passo per amarci consiste nel conoscerci, comprendendo come funzioniamo per discernere tra ció che desideriamo e ció di cui abbiamo bisogno per essere felici. Nonostante in un primo momento appaia tale, questo processo di autoconoscenza non é fine a se stesso. É il mezzo che ci permette di impadronirci della nostra mente, superando attraverso l’accetazione e l’amore, le nostre paure, complessi e frustrazioni.

Parlando in termini di emozioni, possiamo condividere con gli altri quello che prima abbiamo coltivato nel nostro cuore. Se non impariamo ad essere felici in maniera autonoma e indipendente, é impossibile che possiamo essere complici della felicitá delle persone che ci stanno attorno. Non a caso, vivendo schiavi delle nostre mancanze, ci relazioniamo a partire dalla carenza sospesi nell’aspettativa che gli altri ci diano ció che non abbiamo saputo darci. Al contrario, collegandoci con la nostra fonte interna di benessere, entriamo nella vita degli altri a partire dall’abbondanza, offrendo loro il meglio di noi senza aver bisogno né attendendere nulla in cambio.

Per tanto buoni che crediamo di essere, tutti funzioniamo mediante credenze, motivazioni, aspirazioni, desideri, attitudini e condotte egocentriche, molte delle quali non vogliamo vedere né riconosscere. Per questo, quando qualcuno ci segnala i nostri difetti o disabilitá siamo soliti metterci sulla difensiva. Spingendoci oltre questa reazione infantile, la maturitá emotiva, passa per la comprensione e l’accetazione del nostro lato oscuro, che gli psicologi chiamano “ombra”. Paradossalmente, questo é il modo in cui possiamo trascenderlo, smettendo di proiettare i nostri conflitti interiori sugli altri e sul mondo che ci circonda.

Amare se stessi consiste anche nel sanare le ferite emotive derivate dai nostri conflitti interiori. Dato che siamo specialisti nel fuggire il dolore, arrivando all’etá adulta tendiamo a coprire e a proteggerci da tali ferite attraverso una maschera gradevole agli altri. Dal tanto indossarla, corriamo il rischio di dimenticarci chi eravamo prima di metterla. Cosí, per poter levare gli strati della cipolla che ci separano dalla nostra autentica essenza, é particolarmente raccomandabile addentrarci nella meditazione.

Non invano, il silenzio e la solitudine permettono che affiori la nostra veritá. É sufficiente che di tanto in tanto ci dedichiamo a stare da soli, senza rumori né distrazioni, osservando tutte quelle sensazioni che vanno germogliando dentro di noi per quanto fastidiose e sgradevoli possano essere. Questa scomoditá -che siamo soliti etichettare come “noia”- rende manifesto che non siamo connessi con il nostro cuore. Invece di evitare a tutti i costi di entrare in contatto con il nostro malessere, l’apprendimento consiste nell’amarci coraggiosamente per trapassare questa cortina di dolore attraverso l’accetazione. Di fatto, solo quando canalizziamo la sofferenza in maniera cosciente e costruttiva possiamo liberarci della sua presenza.

Quando prendiamo l’impegno di amarci, ció che in realtá ci stiamo assumendo é la responsabilitá di creare dentro di noi i risultati di benessere che prima tendevamo a delegare a fattori esterni. E ció passa attraverso la cura del nostro corpo e della nostra alimentazione. Anche per trovare un sano equilibrio tra la attivitá, il riposo e il rilassamento e incluso per scegliere con chi rapportarci e a che professione dedicarci. Il sintomo piú evidente che stiamo coltivando l’amore verso noi stessi é un aumento notevole della nostra energia vitale, che migliora la nostra salute fisica e emozionale.

Inoltre, portando avanti uno stile di vita coerente e equilibrato possiamo affrontare la piú grande sfida di tutte: recuperare il controllo della nostra mente. Solo cosí possiamo nutrire e rinforzare la nostra autostima. E questo implica smettere di perturbarci per non riuscire a raggiungere questo ideale di persona che dovremmo essere, e nello stesso tempo iniziare a accettarci e amarci per la persona che siamo.

Impadronendoci dei nostri pensieri ci convertiamo nei creatori della nostra esperienza interiore, cioé delle nostre emozioni, sentimenti e stati d’animo. Impadronendoci della nostra esperienza interiore ci convertiamo nei maestri del nostro destino. Si capisce che ci amiamo quando nessun commento, fatto o situazione comporta che reagiamo in maniera meccanica e istintiva. Metaforicamente, questa “libertá psicologica” puó essere detta “il potere della divinitá”.

Una storia racconta che un viaggiatore era arrivato alla periferia di un villaggio e si era accampato sotto un albero per passare la notte. Improvvisamente, arrivó correndo un giovane, che, con entusiasmo, gli gridó: “Dammi la pietra preziosa!” Il viandante lo guardó sconcertato e gli domandó: “Mi spiace, ma non so di cosa parli”. Piú tranquillo, il contadino si sedette al suo fianco. “Ieri notte una voce mi parló in sogno”, gli confessó. “E mi assicuró che se all’imbrunire fossi andato al di fuori del villaggio, avrei incontrato un viandante che mi avrebbe dato una pietra preziosa che mi avrebbe fatto diventare ricco per sempre”.

Il viandante rovistó nella sua borsa ed estrasse una pietra grande quanto un pugno. “Probabilmente si riferiva a questa. Mi sembrava bella, per questo l’ho tenuta. Prendila, adesso é tua”, disse, mentre la porgeva al giovane. Era un diamante! Il contadino, euforico, lo prese e ritornó a casa sua facendo salti di gioia.

Mentre il viaggiatore dormiva placidamente sotto il cielo stellato, il giovane non riusciva a chiudere occhio. La paura che gli rubassero il suo tesoro gli aveva tolto il sonno e cosí trascorse tutta la notte insonne. All’alba, corse nuovamente in cerca di quel viandante. Appena lo vide gli resituí il diamante. E molto seriamente, lo supplicó: “Per favore, insegnami a ottenere la ricchezza che ti permette di lasciare andare questo diamante con tanta facilitá”.