Una delle frasi che emerge spesso quando una coppia decide di fare un percorso per il miglioramento della relazione, è: “Si lamenta sempre, si lamenta in continuazione, ha sempre una critica per tutto…”.

L’irrefrenabile bisogno di criticare i partner.

Non è importante stabilire se le lamentele siano giuste o sbagliate. Sul criticare i partner ognuno fa le proprie valutazioni e ciò che per una persona è inaccettabile, per un’altra persona può essere accettabilissimo. Quindi, stabilire i torti e le ragioni nel criticare i partner, in genere, è un lavoro inutile e che non porta da nessuna parte.

La percezione di essere criticati spesso

Oggi vorrei portare la tua attenzione sulle sensazioni: faccio un esempio sul rapporto genitori-figli così è più facile da comprendere.

I figli, specie adolescenti, spesso dicono che i genitori si lamentano in continuazione e criticano sempre e ogni cosa. Quando parlo con i loro genitori, di solito mi dicono che non è vero, non è così; le critiche e le lamentele ci sono ma sono misurate e contenute.

Il problema è che, nel criticare i partner, non c’è un confine oltre il quale le lamentele sono troppe ed entro il quale sono poche. Una persona potrebbe fare una critica al giorno e il/la partner potrebbe avere la sensazione di essere criticato continuamente, così come una persona potrebbe fare 10 critiche al giorno ma il/la partner potrebbe non farci caso e non avere la sensazione di ricevere continuamente delle accuse.

Nel criticare i partner il confine è personale.

Ti propongo un gioco attraverso il quale scoprirai alcune cose.

Quando un/a partner si lamenta con me dicendo con tono spazientito o sfinito: “Si lamenta sempre, si lamenta in continuazione, ha sempre una critica per tutto…” la risposta che sento dal coniuge è: “Non è vero; mi trattengo su un mucchio di cose!”.

Anche questo lo trovo interessante perché tutti noi, quando sintonizziamo il cervello a osservare e notare ciò che non va, ecco che individuiamo e riconosciamo una miriade di cose che avremmo fatto diversamente, di frasi che avremmo detto diversamente, di atteggiamenti che avremmo avuto diversi e così via.

Di mille cose che notiamo come “sbagliate” il più delle volte non diciamo nulla. Questo fa nascere la sensazione che chi dice “si lamenta sempre, si lamenta in continuazione, ha sempre una critica per tutto…” sia in errore perché quel “sempre” non è vero e perché anche quel “su tutto” è sbagliato e eccessivo.

Il gioco della critica

Veniamo al giochino che ho chiamato “il gioco della critica”: ti invito a prendere un foglio di carta e qualcosa con cui scrivere. Dividi il foglietto in 2 con una riga verticale e in alto sulla 1a colonna scrivi “CRITICA DETTA” e, in alto sulla seconda colonna scrivi “CRITICA TRATTENUTA”.

Farò una serie di affermazioni e hai 3 possibilità:

  • Possibilità 1: se per te sono affermazioni corrette, che condividi, non fai nulla e sei semplicemente d’accordo con me.
  • Possibilità 2: se ritieni le mie affermazioni sbagliate, metterai una crocetta nella colonna della “CRITICHE DETTE” e mi dirai a VOCE ALTA (se non me lo dici a voce alta il gioco non funziona, non ha effetto. Quindi ti chiedo di fare questo minimo sforzo e dirmi a voce alta che non sei d’accordo, che sto sbagliando, come se io fossi li davanti a te in persona e avessi detto una cosa che per te è una fesseria
  • Possibilità 3: se non sei del tutto d’accordo con le mie affermazioni ma sono di poco conto e decidi di non dirmi nulla, di soprassedere, metti una crocetta nella riga delle “CRITICHE TRATTENUTE” e, tra te e te, ti dirai che ho torto, che non è esattamente come affermo io, ma non dici nulla a voce alta.


Ricapitolo: farò delle affermazioni (30) e tu

  1. Potresti essere d’accordo con me ed è tutto ok
  2. Potresti essere in totale disaccordo quindi metterai una crocetta nella colonna CRITICHE DETTE e me lo dirai a voce alta
  3. Potresti non essere del tutto d’accordo ma è di poco conto e ritieni non valga la pena stare a dirmelo e metti una crocetta nella colonna delle CRITICHE TRATTENUTE

Ecco le affermazioni:

  1. Gli uomini sono molto meglio delle donne in tutto
  2. Il giallo è il colore più bello di tutti
  3. Devi SEMPRE perdonare chiunque e in ogni situazione
  4. Leggere fa male agli occhi
  5. Meglio camminare a piedi scalzi che con le scarpe
  6. Parlare in pubblico è facile
  7. Il pane fa ingrassare
  8. Meglio la montagna del mare
  9. Ai bambini è giusto dare il cellulare sempre, ogni volta che lo vogliono
  10. Le merendine confezionate sono un ottimo alimento
  11. Meglio i papà delle mamme
  12. Una ciliegia al giorno leva il medico di torno
  13. Meglio un pavimento di ceramica che uno di parquet
  14. Le auto di grossa cilindrata danno prestigio
  15. Gli amici non tradiscono mai
  16. Dio non esiste
  17. Chi ha i piedi freddi ama di più
  18. Avere più di un partner migliora il rapporto di coppia
  19. Il frutto proibito è la pera
  20. Il colore del Natale è il verde
  21. Una doccia al giorno è dannosa alla salute
  22. Le mogli hanno sempre da lamentarsi
  23. Se mangi in un ristorante all’aperto, il coperto non si paga
  24. I figli hanno sempre ragione
  25. Fare sesso è un inutile spreco di energie
  26. Nel rapporto di coppia non si mente mai
  27. I mariti insistono sempre per stirare da soli le proprie camicie
  28. Il tappo della bottiglia si apre con i denti
  29. I ricchi sono sempre infelici
  30. Pretendi sempre di avere ragione

Quante volte mi hai detto a voce alta che ero totalmente in errore?

Quante volte hai pensato di non essere d’accordo con me ma non ne valeva la pena stare a dirmelo perché erano aspetti irrilevanti?

Ogni volta che eri in disaccordo e non lo hai detto, hai compiuto lo sforzo di trattenerti. Quando si è in disaccordo, una parte di noi vorrebbe dirlo, vorrebbe esprimersi, vorrebbe dichiarare il proprio disappunto perché crede che la verità, la ragione, sia diversa.

Ora conta il numero di crocette che indicano il tuo totale disaccordo con me.

La persona che si sente dire tutte quelle volte (in questo caso, io) “non sono d’accordo”, “sbagli”, “non è vero” “non è così”, “hai agito nel modo sbagliato” “hai fatto la cosa sbagliata” “avresti dovuto agire diversamente” “perché non hai fatto così invece che cosà?” accumula fastidio per quel che sente. Riceve 1, 5, 10, 15, 30 critiche, giudizi negativi, contestazioni e pretese.

Non può sapere che hai delle crocette nella colonna CRITICHE TRATTENUTE e che hai compiuto lo sforzo 1, 5, 7, 12 volte di non dire nulla mordendoti la lingua.

Tutte le volte che hai messo la crocetta nella colonna CRITICHE TRATTENUTE, sono cose tra te e te. Gli altri non possono sapere che tu hai compiuto quello sforzo, non possono sapere che tu hai cercato di essere meno “pesante”, meno giudicante, meno pedante.

Il tuo sforzo non lo conoscono

Al/la partner arriva solo il numero di volte in cui fai le tue critiche.

Ne arriva una, poi una seconda, una terza, una decima e ad un certo punto superi il confine e non ne può più.

Chi è dall’altra parte non può sapere delle volte che ti sei trattenuta/o. Ad un certo punto, qualcuno prima e qualcuno dopo, arriva allo sfinimento, manca il fiato, si sente costantemente sotto processo, giudicato/a, colpevolizzato/a e accusato/a. Il clima in casa, a quel punto, diventa terribile.

Le conseguenze di ciò che dici

Dobbiamo essere consapevoli che il nostro modo di parlare crea delle conseguenze.

So che molti, leggendo questo articolo, hanno la sensazione di non poter fare alcuna critica e di dover tacere sempre. Ovvio che non sia questa la soluzione. Le osservazioni si possono fare tenendo conto di come le si fanno e quanto spesso.

Come parlare tra partner è gran parte del lavoro che svolgo con le persone che fanno un percorso con me. Le coppie non sanno dirsi le cose e spesso preferiscono tenersi tutto dentro covando rancore.

La vera difficoltà consiste nel decidere su cosa si possa soprassedere e su cosa sia impossibile far finta di nulla.

Sei sicuro/a che tutto sia così importante?

“Lascia le scarpe in giro e mi manda in bestia”: capisco che possa dare fastidio ma, veramente vogliamo considerare questa cosa, un reale problema che porta la coppia alla difficoltà della relazione, all’allontanamento emotivo o addirittura alla separazione?

La maggior parte delle osservazioni sono delle stupidaggini! Sono cose di poco conto. I problemi veri sono altri e non possiamo trasformare il vivere con noi, in una sofferenza.

La soglia di tolleranza

Il problema è la “soglia di intolleranza” o “soglia di inaccettabilità”.

Cos’è? È il limite, il confine, che stabilisce fino a dove sei disposto/a a chiudere un occhio.

Ad un certo punto c’è una soglia di demarcazione, il confine, la linea oltre la quale non accetti più, non sei disposta/o a tollerare, lo trovi inaccettabile.

Questa linea non è scientifica. Non è uguale per tutti. Non ha un numero fisso, è del tutto personale e dipende da vari fattori:

  • dipende da come stai. Se sei stanca/o, stressata/o, arrabbiato/a, il tuo livello di sopportazione è più basso e sarà più semplice per gli altri varcare la soglia e farti pensare che quella cosa sia inaccettabile
  • dipende da chi compie quell’azione. Capita che se quella certa cosa la fa una tua amica ti potrebbe infastidire ma ci passi sopra, se la fa un vicino di casa magari non ci fai neppure caso e non ti importa nulla, ma se la fa la tua partner ti manda in bestia.
  • dipende dalle nostre convinzioni perché una certa cosa per te è demonizzabile ma per me potrebbe essere tollerabile o di scarsa importanza e tu non riesci a trattenerti e ti metti a gridare o a lamentarti mentre io, nella stessa situazione, magari non ci faccio neppure caso perché per me non costituisce un problema

In tutti e 3 i casi, la soglia è del tutto personale. Gli altri c’entrano ben poco su dove noi tracciamo la nostra linea di demarcazione.

La soglia dell’inaccettabilità è personale e varia di volta in volta.

Se hai una soglia molto bassa e facilmente oltrepassabile, magari per stanchezza, magari perché ne hai sopportate tante e ora il vaso è colmo, e se la soglia molto bassa ti porta molto spesso a sentire che “hanno superato il limite” e inizi subito a criticare, lamentarti a mettere i puntini sulle i, renditi conto che gli altri non c’entrano con il dove hai piazzato la tua linea di demarcazione.

Gli altri sono solo quelli che hai deciso di collocare nell’area di inaccettabilità. Gli altri sono quelli che sentono le tue critiche, le tue lamentele, i tuoi giudizi negativi e magari svalutanti.

Coloro che subiscono le lamentele

Coloro che stanno dall’altra parte, e ricevono le lamentele e le accuse, hanno una loro soglia di sopportazione alle critiche e alle lamentele.

la linea di demarcazione può essere posta più in alto, e quindi incassano senza problemi, oppure può essere bassa e quindi basta una minima critica e scatta subito il bisogno di contrattaccare.

Non si può pensare di vivere un rapporto di coppia felice e sereno con un limite di tollerabilità basso e facilmente oltrepassabile.

Dobbiamo fermarci un attimo e iniziare a capire, e stabilire “cosa è realmente importante?”. Dobbiamo lavorare su quella soglia di intollerabilità o di inaccettabilità, e se non vogliamo sfinire l’ambiente attorno a noi, se non vogliamo rendere il rapporto di coppia un doloroso campo di battaglia, se non vogliamo arrivare ad affrontare ogni giorno la pesantezza delle critiche e delle controcritiche, occorre lavorare sul proprio confine, occorre lavorare sullo spostare la linea di demarcazione dell’intollerabilità.

 

Fabio Salomoni