Oggi parleremo di come infondere fiducia e coraggio ai figli e al partner.

Ti è mai capitato di voler far comprendere alcune cose ai tuoi figli o al tuo partner ed avere la sensazione che non le comprendano, o peggio, che si rifiutino di accettarle?

Voglio parlarti di uno degli strumenti più utili ma che troppo spesso viene sottovalutato o non ci si ricorda di ricorrervi: le metafore.

Quando utilizzarle?

Due le situazioni:

1) Quando vuoi che il tuo concetto venga accettato: vuoi che il tuo partner o ai tuoi figli, facciano qualcosa o smettano di comportarsi in un certo modo ma quando glielo dici, il tuo messaggio diretto li mette in opposizione.

Ti è capitato?

Le tue indicazioni li fanno sentire accusati, in errore, rimproverati, ed invece di accogliere le tue richieste o i tuoi consigli per rimediare o per cambiare la situazione, respingono ogni tua proposta o iniziativa.

L’uso della metafora, permetterà loro di accogliere il tuo messaggio con atteggiamento favorevole, perché non farai direttamente riferimento al loro operato e ti permetterà di infondere fiducia e coraggio.

2) Quando vuoi stimolare le loro risorse: quanto un figlio o un partner si abbattono, si demotivano, perdono fiducia in sé, dire loro in modo diretto che ce la possono fare o che ne hanno le capacità, il più delle volte non è sufficiente ad infondere fiducia e coraggio.

Le convinzioni sono radicate, e il cervello tende a difenderle, quindi quando una persona è convinta di non poter affrontare una situazione, anche se le dici che non è vero, difenderà la propria convinzione e considererà il tuo parere non veritiero e di circostanza e lo contraddirà.

Ti è capitato anche questo?

L’uso delle metafore ti permetterà di infondere il tuo messaggio di fiducia al fine di smuovere le loro migliori potenzialità perché, non parlando in modo esplicito e diretto della situazione che vivono e che devono affrontare, e non essendo loro i protagonisti del tuo racconto, la tua storia e le indicazioni che contiene, verranno accettate dal loro inconscio e utilizzate come esempio positivo da poter seguire.

Cosa sono le metafore?

Storie, racconti, che possono essere reali e quindi realmente accaduti a te o a persone che conosci, oppure di fantasia e quindi inventati di sana pianta.

Sono uno strumento formidabile per infondere fiducia e coraggio ai figli e al partner.

Le metafore possono avere come protagonisti dei personaggi umani (Milton Erickson, l’ipno-terapeuta, parlava spesso del suo amico John, un personaggio di fantasia che aveva vissuto e affrontato ogni sorta di situazione) o di qualunque altra natura (quindi una farfalla potrebbe incontrare una scarpa ed iniziare una conversazione).

Infine la metafora può descrivere situazioni analoghe a quelle del tuo interlocutore, anche se con protagonisti differenti, oppure situazioni del tutto diverse ma che si sono affrontate e risolte.

Quindi se tuo figlio è in tensione e preoccupato per l’interrogazione del giorno dopo, dirgli semplicemente “stai tranquillo, rilassati, sei preparato”, potrebbe non sortire alcun effetto.

Meglio allora affidarsi all’uso della metafora e magari raccontare che: “Ho visto di recente un documentario dove raccontavano la vita delle aquile. Che animali maestosi. Costruiscono i loro nidi su vette inaccessibili, spesso su dei costoni a strapiombo. Guardando quel documentario mi immaginavo cosa potrebbe provare un piccolo d’aquila, quando è il momento di lasciare il nido, fare il primo volo.

Significa lanciarsi nel vuoto.

Immaginavo di trovarmi li in quella situazione e guardare giù, e pensare “ma io dovrei spiccare il volo da qui? E se qualcosa va storto? E se non ce la faccio?” e secondo me la tensione, la preoccupazione, è naturale, ogni essere vivente che vuole vivere, teme di potersi esporre a qualcosa di nocivo.

Ma è il suo momento. È cresciuto. È preparato per affrontare il suo volo. Ha fatto tutto ciò che doveva fare.

Può scegliere di rifiutarsi di spiccare il volo ma significa vivere per sempre nel piccolo nido dove tra poco non ci starà neppure più, oppure sceglie di fare un bel respiro, smettere di guardare in basso e concentrarsi su quello che potrebbe andare male, e iniziare a sentire che le ali sono possenti, la forza è in lui, il cielo è splendido, ed è il padrone di quelle vette.

E tutti i piccoli, tutti, hanno spiccato il volo. Tutti i piccoli, tutti, sono diventati padroni di quei cieli”.

Cosa gli ho appena detto?

Gli ho parlato di uno degli animali simbolo di forza e gli ho detto che avere timore è naturale, anche l’aquila può aver paura, quindi ho accolto il suo stato d’animo, invece che dirgli che è sbagliato provare preoccupazione.

Poi gli ho detto che nonostante i timori, le capacità ci sono, è pronto, le risorse ci sono tutte e sono già sviluppate.

Infine gli ho detto che tutti coloro che hanno scelto di affrontare i timori, ne sono felici e rafforzati.

Ma realmente, al ragazzo, non ho detto nulla. Ho solo raccontato un documentario che mi ha incuriosito.

Ti posso assicurare che vale più questo, di tante frasi come: “Ma stai tranquillo, vedrai che tutto andrà bene. Hai studiato, non vedo perché tu debba essere così teso”.

La magia che sanno creare le metafore, è di permettere al nostro cervello di fare una traduzione, e dare un proprio significato.

Sin da piccoli ci hanno letto le favole, ci hanno appassionato, ci hanno cullato, ci hanno incuriosito: crescendo, le cose non cambiano.

Ci immedesimiamo nei racconti, li viviamo in prima persona, ne siamo coinvolti.

La Bibbia e molti altri testi sacri sono interamente costruiti sulle metafore e sono uno strumento meraviglioso, per far arrivare i messaggi all’inconscio di chi li legge, attraverso quella parte del cervello che elabora, valuta, immagazzina e apprende.

Oggi ti invito a osservare quante volte utilizzi le metafore per far arrivare un messaggio alle persone con cui entrerai in contatto.



Fabio Salomoni




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