Fare fronte comune tra i genitori è molto importante. Qualche giorno fa infatti, sono stato ad un aperitivo da amici.

Hanno due figli. Il più grandicello frequenta la prima superiore.

Dopo circa 30 minuti di chiacchiere e risate eccolo arrivare in sala, appare disperato, il ragazzo.

Dice che è tutto il pomeriggio che studia, ma si rende conto che ha ancora molto da fare e la testa gli fa male.

Chiede se può avere una giustifica da portare il giorno seguente a scuola.

Guardo la postura del corpo, ascolto il tono della voce, e noto le espressioni del viso.

Mi rendo conto che sto osservando le migliori tecniche di manipolazione spiegate e insegnate dai massimi esperti, tutte confluite in quel ragazzo.

Il tono della voce, la postura, tutto, esprime una indicibile sofferenza, ma ad un attento osservatore quale sono, dato il mio lavoro, noto che vi sono delle piccole incongruenze, delle sfumature che non coincidono e che rivelano la farsa.

La mamma è più malleabile e quindi un principiante si rivolgerebbe direttamente a lei, ma lui è un esperto e quindi si rivolge al papà.

Sa che la decisione verrà annunciata da lui, sa che lui vuole avere, almeno in apparenza, il ruolo di colui che decide: ovviamente la decisione sarà del padre su interferenza della mamma.

Parla al papà ma invia rapiti sguardi di richiesta di intercessione verso la mamma.

Gioca tutte le migliori carte elencando i validi motivi che dovrebbero far protendere verso la concessione:

  • i buoni voti
  • le rare volte a cui è ricorso alla giustifica
  • i compiti assegnati che sono sempre troppi

La mamma ha il cuore inzuppato nel miele e si volta verso il padre dicendo “Beh, poverino, in effetti…”.

Il padre ha il cuore con cerniere d’acciaio e risponde: “Eh no. La scuola prima di tutto, i compiti li fai e stop. Non si discute”.

Qual è il problema secondo te? Non c’è un fronte comune.

Questo crea eccessi a secondo di chi dei due parla.

Questa mancanza di coesione determina confusione nel figlio ma rivela anche “una crepa” nel rapporto di coppia nella quale il ragazzo si incuneerà al fine di ottenere i propri vantaggi.

In quella spaccatura, in quella scissione, il ragazzotto si insinuerà ogni volta che potrà farlo.

Non è questione di giusto o sbagliato, non mi interessa stabilire chi dei due avesse ragione o torto, ma si tratta di capire quale compromesso avrebbero potuto trovare insieme, mostrandosi uniti come coppia genitoriale.

Credo si potessero trovare molte alternative alle risposte che hanno fornito, né migliori né peggiori, ma che sapessero esprimere un’unione familiare. È necessario fare fronte comune tra i genitori, sempre.

Questo significa essere una coppia di genitori: sostenersi a vicenda all’interno di un progetto educativo comune.

P.S. Sostenersi a vicenda all’interno di un progetto educativo comune non significa pretende che il/la partner ci dia sempre ragione, rinunciando alla propria idea educativa. Occorre dedicare del tempo per parlarne insieme, tra partner.



Fabio Salomoni




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