Non vuole figli. Ti è già capitato di sentirlo. Magari da un’amica. Oppure sta accadendo a te in una fase della tua vita in cui vorresti una famiglia.

Molte persone danno per scontato che nella natura umana di ogni individuo vi sia il bisogno e la volontà di dare un seguito alla propria esistenza attraverso la nascita di un/ figlio/a e invece, sempre più spesso, uno dei due all’interno della coppia comunica al partner l’assoluta convinzione di non volere figli.

Perché non vuole figli?

Cosa spinge un essere umano a non desiderare una discendenza? Perché non vuole avere figli? Inizio con il precisare che, a mio avviso, non vi sono particolari differenze tra le motivazioni maschili e femminili, a parte due questioni prettamente femminili: la tocofobia, cioè la paura del parto, del dolore o dell’episiotomia, o le conseguenze che una gestazione potrebbero lasciare sul corpo della mamma dopo i 9 mesi di gravidanza.

Se ne parla poco ma la discussione sull’avere o meno dei figli porta molto spesso le coppie alla crisi e alla rottura.

Quali sono i motivi che portano a non volere dei figli?

Si può non volere dei figli per

  • il pessimo rapporto con i genitori
  • l’eccessivo senso di responsabilità
  • l’odio per una figura genitoriale aggressiva
  • il desiderio di restare giovani.

Oltre alle motivazioni già descritte, uno dei motivi che portano a decidere di non volere un figlio è il pessimo rapporto con i propri genitori.

Un rapporto frustrante con il proprio padre o con la propria madre, quando non addirittura con entrambi, può far temere di aver ricevuto un pessimo esempio, fino ad arrivare a convincersi che con ogni probabilità si ripeterebbero gli stessi errori genitoriali. 

Si pensa di non essere all’altezza per svolgere un compito di grande responsabilità. Il non voler far soffrire una creatura come si è sofferto in prima persona, porta a questa decisione e a nulla serve dire loro che proprio perché hanno vissuto sulla propria pelle la sofferenza di un bimbo sono in grado di agire diversamente donando grande amore.

Altre volte, l’odio per una figura genitoriale violenta o aggressiva, o così assente da generare grande frustrazione e rabbia nel figlio, può portare quest’ultimo a non voler impersonare quella figura così detestata.

In alcuni casi, ciò che spinge a non voler generare figli, è il desiderio di restare giovani, spensierati e con poche responsabilità. Solitamente è una motivazione maschile, ma non ne hanno l’esclusiva e sempre più donne riferiscono che sia proprio la loro motivazione. 

Una scelta egoistica

La nascita di un figlio impone degli orari e magari non è più possibile correre da un festino all’altro, l’aperitivo con gli amici, il non avere orari di rientro a casa, se ci si deve occupare delle poppate e di cambiare i pannolini.

Quindi può essere una scelta egoistica: non voglio un figlio perché mi priverebbe di una vita che mi sta dando gioia e mi appaga.

Sembra incredibile ma se il rapporto di coppia è meraviglioso e totalmente appagante, può verificarsi che Lui non desideri che le cose cambino.

Tenderà a rifiutare l’arrivo di un figlio che altererebbe gli equilibri e cambierebbe le cose.

Certamente non aiutano gli amici ed i parenti che a ogni incontro descrivono la vita da genitori con mille difficoltà e problemi: “Non hai idea di quanto poco si dorma dopo che hai un figlio”, “Tutta la vita viene ribaltata e tu non conti più nulla perché tutte le attenzioni sono solo per lui”.

Alcune volte le motivazioni che portano a non desiderare dei figli sono di tipo concreto e non psicologico.

Ad esempio, la sensazione di non avere una condizione economica tale da poter sostenere l’arrivo di un figlio con tutte le sue esigenze.

Oppure il rifiuto potrebbe arrivare a seguito di una malattia temendo di poterla trasmettere all’erede.

Rinunciare alla vita professionale: un motivo per non volere figli

Alcune donne possono decidere di non voler andare incontro alla maternità perché costerebbe loro rinunciare al mondo del lavoro totalmente o in parte, ed è una rinuncia a cui non sono disposte, vuoi perché hanno molto faticato per raggiungere il proprio ruolo, vuoi perché la rinuncia al proprio lavoro lo vivrebbero come una costrizione ed una perdita di indipendenza economica. 

Se per alcune donne il ruolo di mamma può essere totalmente appagante, in altri casi viene visto come il doversi ritirare a vita di clausura rispetto al ruolo dirigenziale o di fiducia all’interno dell’azienda in cui lavorano.

Affrontare la situazione

Cosa si può fare se non vuole figli?
Capire. Comprendere. Interrogarsi. Parlare.



Fabio Salomoni




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