Come prima cosa inizio con il dire che il tema “Narcisista Patologico”, non è un tema da Mental-coach quale sono io: è un tema da terapeuta, psicologo, psichiatra perché se c’è una patologia se ne deve occupare un terapeuta. Non sono psicologo o psichiatra e quindi oggi dirò semplicemente la mia su questo tema.

Patologia o solo alcuni tratti simili al Narcisista patologico?

Inizio con il dire che c’è una patologia con diagnosi descritta nel grande libro della psichiatria, il DSM4°; ma è importante dire anche che ci sono dei tratti, delle caratteristiche, che appartengono alle caratteristiche del narcisista patologico, caratteristiche di atteggiamento o comportamento narcisistico, le quali, da sole, non sono indice di patologia anche se, ovviamente, possono certamente infastidire o rendere complicata la vita di coloro che gli/le stanno accanto.

Questa distinzione è doverosa… perché?

Perché sento parlare di narcisismo, “Il mio compagno è un narcisista”, “Il mio ex era un narcisista”, “A me capitano tutti narcisisti” ed è un po’ come se negli ultimi 20-30 anni il numero dei narcisisti sia centuplicato (vi chiedo scusa se tenderò a parlare al maschile perché sembra essere una situazione maggiormente orientata al mondo maschile).

Tendo sempre a dubitare quando, improvvisamente, le statistiche variano repentinamente e in modo molto importante.

Non ritengo possibile che tutti coloro che vengono additati da mariti o moglie come narcisisti patologici, lo siano realmente.

So che è uno sfogo dirlo, so che è facile dirlo, so che è uno scarico di responsabilità dire “Io non c’entro… è lui/lei che è un/a narcisista”, è più comodo ma, molto spesso, non guarda in faccia la realtà e quindi è una manipolazione, una mistificazione dei fatti.

Se è così, non permette di agire, innanzitutto su se stessi, per creare un cambiamento utile.

Attenzione, non sto dicendo che tu non sia entrata/o in contatto con un narcisista patologico ma tra le 10 persone che mi scrivono ogni mese “il mio partner, o il mio ex, o mio marito, è un narcisista patologico” (quindi un centinaio all’anno), a mio avviso lo sono realmente, con diagnosi fatta da un professionista, 3 o 4.

Gli altri, sono persone complicate, magari egocentriche o egoiste ma non sono motivi sufficienti per entrare in terapia con diagnosi di narcisismo patologico.

La diagnosi la fa un terapeuta.

Fatta questa prima doverosa premessa ne faccio una seconda: la diagnosi di “narcisista patologico”, la fa un professionista. Non la faccio io che non sono terapeuta, non la fai tu, non la fa neppure il professionista che sta curando te.

Si, hai letto bene: ci sono persone che mi dicono “il mio partner è un narcisista patologico; me lo ha detto il mio terapeuta!” e io chiedo: “ma il tuo terapeuta lo ha visto? Lo ha visitato? Gli ha parlato?” “NO, ma gliel’ho descritto!!”.

Ecco, il “gliel’ho descritto” non basta per fare diagnosi e se il terapeuta fa diagnosi sulla base di quello che descrivi tu, commette una scorrettezza.

La diagnosi è a carico solo di uno psichiatra o uno psicoterapeuta, che valuta il soggetto secondo dei parametri ben precisi e conoscendo le soglie che, se varcate, fanno dire e certificare: “Si, è comprovato, ci sono dei dati: è un narcisista patologico, ha un disturbo patologico della personalità”.

Ogni egoista è un narcisista patologico?

È vero che ci sono dei tratti, in molte persone egoiste, che tendono ad avere alcune caratteristiche che richiamano, chi più chi meno, alcuni aspetti del narcisista patologico.

Molto spesso l’etichetta di narcisista è legata al “pensa solo a sé”, “decide solo in base alle sue necessità”, “non mi considera minimamente”. In effetti sono tutte situazioni e atteggiamenti che fanno soffrire, ma non sono indice di patologia.

Io, sono figlio unico, con una mamma affamata d’amore, la quale ha sempre pensato che per meritarsi l’amore del marito e del figlio, dovesse ricoprirli d’attenzioni: melassa d’amore che colava sulle nostre teste e ci avvolgeva ogni giorno.

Questo mi ha portato a credere che il mondo fosse tutto un po’ così: io, il mio mondo, le mie necessità.

Da bambino non mi hanno insegnato che quando incontri un’altra persona c’è anche il suo: il suo mondo, le sue necessità e, in un certo qual modo il pensiero era “Le mie necessità sono quelle di tutti” quindi decido in base alle mie necessità e tutti sono felici… gli altri sono felici perché io sono felice.

Con mia mamma funzionava così, perché non avrebbe dovuto essere lo stesso anche con ogni altra persona?

È chiaro che mia moglie si è trovata una bella gatta da pelare quando ci siamo conosciuti ed era un po’ spiazzata rispetto a molti miei atteggiamenti.

Nonostante ciò, non potevo essere definito, considerato, diagnosticato come un disturbato affetto da personalità narcisistica. Viziato si, molto viziato sì, egoista sì, narcisista patologico NO.

Quali atteggiamenti ha il narcisista?

Togliamo quindi la parola “patologico” che può addurre solo un terapeuta e per nostra comodità diciamo che ci sono persone con un atteggiamento narcisista (anche se non patologico).

Quali caratteristiche possono avere?

Magari, hanno bisogno di essere circondati da persone che dicono loro quanto sono belli, quanto sono bravi, quanto sono fighi.

In altri casi tendono a considerarsi i migliori per ogni cosa, inarrivabili, perfetti, non contemplando MAI la possibilità di sbagliare.

Con “mai” intendo proprio mai. Loro sono perfetti e non possono aver commesso alcun errore; quindi tenderanno a dire che il loro errore lo hai commesso tu.

Il narcisista, in genere, vuole le attenzioni, i riflettori su di sé.

Alcuni lo fanno con pensieri di grandezza, altri lo fanno con pensieri di inadeguatezza e allora “la vita ce l’ha con me, nessuno mi vuole, nessuno mi cerca” e in pratica si dicono scontenti/e della vita per accendere negli altri lo “spirito da crocerossina” che li mette al centro e gli riversa ogni attenzione per poterli salvare.

Di solito si considera solo l’atteggiamento narcisista di coloro che hanno idee di grandezza e si considerano Dio in terra, ma non è l’unica espressione di narcisismo (sempre NON patologico).

Il narcisista non è empatico

La caratteristica n°1 dei narcisisti è la mancanza di empatia verso le altre persone. Al centro ci sono loro, con la grandiosità o con l’autocommiserazione, ma al centro ci sono loro e, a causa della mancanza di empatia, non riescono a immedesimarsi nelle emozioni, nei sentimenti, negli stati d’animo delle altre persone.

Non riescono a comprendere la tua sofferenza, non riescono a capire la tua delusione. Non come il dottor Spock di Star Trek che è freddo e privo di emozioni.

No, il narcisista le emozioni le ha, sa cosa significa stare male o gioire, ma solo in funzione di se stesso, quindi non si cura dello stato d’animo delle altre persone. Ciò che provano gli altri non ha importanza per il narcisista.

Perché hai attirato un narcisista?

A parte le caratteristiche del narcisista, sarebbe importante chiedersi: “Perché ho attratto a me una persona così?” oppure “Perché sono stato/a attratto/a da una persona così?”

Se hai trovato proprio il/la narcisista, significa che alcuni suoi tratti, alcuni suoi comportamenti, ti hanno attratto e ciò è avvenuto probabilmente perché alcuni suoi comportamenti o atteggiamenti andavano a compensare alcune tue insicurezze, alcune ferite del passato che hai sentito il desiderio di far colmare da un partner con quelle caratteristiche.

Ecco spiegato il fascino emanato per alcuni, da queste persone.

Ecco perché molti che hanno avuto a che fare con un partner narcisista, cambiano partner, ma ne trovano uno uguale se non peggio.

Alcune donne affermano: “Gli uomini sono tutti così” e invece no, non sono tutti così, ma se hai alcune insicurezze di un certo tipo o ferite del passato, è probabile che ti mostrerai incredibilmente brava/o a cogliere in un campo di margherite quei 3 o 4 papaveri nati li per caso.

È chiaro che il narcisista è un manipolatore che modifica la realtà a proprio piacimento, scambiandola, trasformandola, dando una chiave di lettura agli avvenimenti tutta sua e lo sa fare bene, è convincente. Ma il suo fascino colpisce in particolare chi è sensibile a quelle caratteristiche.

Tu non guarisci il narcisista

Non pensare di “guarirlo”.

Non ci riusciresti. Perderesti molto tempo e molte energie.

Cosa dico sempre durante i miei corsi?

Puoi lavorare quanto vuoi su di te, puoi acquisire tutti gli strumenti che vuoi per difenderti al meglio da persone così, puoi lavorare su di te per trovare la forza di troncare la calamìta che ti fa provare attrazione per un certo tipo di uomini ma sono tutti lavori su di te.

Non sull’altra persona. Non puoi salvare chi non vuole essere salvato e il narcisista non vuole essere salvato perché non ritiene di aver alcun problema, anzi, sono gli altri a non essere al suo livello. “Fallo tu un percorso” ti dice “io non ne ho bisogno. A me non serve”.

Non ha ragione a dire che non gli serve (perché serve a tutti) ma ha ragione a dirti che lo devi fare tu perché devi acquisire i mezzi per non farti trascinare nel vortice nel quale altrimenti ti trascinerà inesorabilmente.

Dietro all’atteggiamento della crocerossina che cerca di salvare il proprio compagno c’è il bisogno di essere amata.

Come funziona? È una sorta di “Principe Azzurro” al contrario.
Noi ci immaginiamo il Principe Azzurro, bellissimo e pieno di virtù, che arriva a cavallo del suo destriero e libera la malcapitata e poi si amano e sposano.

Del resto, come può non sposarlo, Lui, che le ha salvato la vita. La madamigella si sente in debito nei suoi confronti e anche se non fosse un adone, il senso di riconoscenza per averla salvata la fa concedere e lo ricambia con un amore perenne.

In un scambio di ruoli, la crocerossina crede che donando tutto se stessa al salvataggio del suo partner bisognoso, Lui le restituirà queste attenzioni ripagandola con un amore “per sempre”.

Ovviamente non è così. In realtà è una relazione ed un rapporto che si basano sulla dipendenza. Lei lo accudisce perché Lui non possa fare a meno di Lei e ne diventi dipendente tenendola con sé per sempre.

Lei fa di tutto per compiacerlo e Lui la allontana, la considera poco, la disprezza, non le dà importanza ma più la allontana e più Lei lo giustifica e aumenta il proprio accudimento per riguadagnarsi il diritto di poterlo accudire ed essere amata.

In questo modo, lui la domina e la tiene al suo servizio.

Liberatevi da ogni rapporto di questo tipo.
Non sono relazioni che donano appagamento e felicità.

 

Fabio Salomoni