Come favorire il nascere di buone abitudini nei bambini? Spesso mi viene chiesto come riuscire a far acquisire un dato comportamento ai propri figli affinché diventi una loro abitudine.

In questo articolo vi darò qualche consiglio tratto dalla mia esperienza personale.

Insegnare le buone abitudini ai bambini

Diversi anni fa in TV c’era una trasmissione dove alcune tate, per insegnare buone abitudini ai genitori su come gestire i figli, preparavano un tabellone.

Qui venivano applicati degli adesivi e, dopo che il buon comportamento del bambino aveva permesso di attaccarne un certo numero, gli davano un premio.

Ciò che più mi aveva colpito della trasmissione era che, come affermo sempre anch’io, i destinatari dell’educazione delle tate non erano i figli ma i genitori.

I cambiamenti che si ottenevano nei bambini erano il risultato dei cambiamenti che mettevano in atto i genitori.

Le tate non educavano i figli: educavano gli adulti a essere mamme e papà migliori.

Mi era piaciuta l’idea di incentivare i figli a comportarsi bene acquisendo “punti” e abbiamo deciso di applicarla in casa. Con una variante.

Del resto, le forze motivazionali di ogni individuo sono:

  1. agire per il meglio con lo scopo di ottenere e realizzare gioia e l’appagamento (carota)
  2. agire per il meglio con lo scopo di evitare problemi e difficoltà (bastone)

Carota o bastone.

Abbiamo pensato di realizzare sia un tabellone “carota” sia un tabellone “bastone” e quando veniva completato quest’ultimo i nostri figli decidevano quale dei loro giochi sarebbe stato buttato via (lo avevamo introdotto anche per disfarci di tanti giochi vecchi ormai dismessi che venivano inutilmente accumulati).

Invece degli adesivi utilizzavamo dei timbrini: arrivati a 10 timbri sul tabellone, regalino o sanzione.

Si rivelò un espediente molto utile; Alessandro e Giada facevano del proprio meglio per farci notare i loro comportamenti meritevoli di timbrini positivi.

Perché è utile? Perché i genitori sono molto attenti nel rimproverare, nel dire che non si è fatto abbastanza, che si sarebbe potuto fare ancora meglio, nel sottolineare le mancanze, ma sono estremamente tirchi nel lodare, nel gratificare, nel dire al bambino che ha fatto un buon lavoro.

Come nascono le buone abitudini?

I comportamenti sono strettamente legati alle emozioni. Un comportamento che ci dà gioia lo ripetiamo con entusiasmo e non vediamo l’ora di poterlo reiterare.

Un comportamento che ci fa provare frustrazione cerchiamo di evitarlo per non dover soffrire di nuovo.

È importante, per instillare buone abitudini, che i bambini associno le loro azioni positive ad uno stato d’animo gratificante.

Quando siamo felici ed appagati il cervello libera sostanze che ci fanno stare bene e per poter provare di nuovo quello stato d’animo.

Per poter secernere di nuovo quelle sostanze, il cervello tende a far ripetere il comportamento associato a quell’emozione.

In poche parole, se quando tuo figlio sparecchia la tavola riceve lodi sincere e complimenti, ne sarà gratificato e il piacere che ne ricaverà sarà tale che tenderà a ripetere il gesto di sparecchiare la tavola.

Quando i genitori decidono di introdurre una richiesta di comportamento ai propri figli, è indispensabile che stabiliscano delle regole e che vi si attengano.

Le regole non possono variare a in base all’umore dei genitori, altrimenti i figli si sentiranno autorizzati a rispettarle o meno a seconda del proprio stato d’animo.

Dalle regole alle buone abitudini

Quali regole abbiamo applicato perché funzionasse al meglio il “gioco” dei tabelloni? E, soprattutto, questo comportamento ha effettivamente permesso la definizione di buone abitudini nei bambini?

In primo luogo, nel caso in cui fossero arrivati a riempire il tabellone “negativo” il gioco da gettare via lo avrebbero scelto loro stessi.

Questo lo abbiamo introdotto per guidarli a effettuare una valutazione e a prendere una decisione. In questo modo hanno imparato a staccarsi da ciò che non usavano più o ritenevano ormai superfluo.

Non è una cosa ovvia; molti adulti non sanno gettare via le cose e sono estremamente attaccati ad ogni oggetto anche se ormai inutile affermando: “Non si sa mai”.

Seconda regola: stabilire quali comportamenti avrebbero determinato dei punti positivi e se c’erano dei comportamenti che avrebbero addirittura meritato più di un timbro.

Nel nostro caso, poiché riteniamo importante l’impegno scolastico, avevamo deciso che i bimbi avrebbero meritato due punti se portavano a casa un buon voto; ma se tu ritieni particolarmente importante altri aspetti, come ad esempio l’ordine, potresti decidere di assegnare due punti ogni volta che di propria iniziativa ripone i propri giochi al loro posto, o qualunque altra cosa che per te sia prioritaria.

Altra regola importante: i punti assegnati non si possono togliere.

Volevamo evitare che nei momenti di sconforto o rabbia di noi adulti, arrivassimo a rovinare quanto stavamo costruendo.

Quindi , insieme, abbiamo scelto di fare in modo che non si potessero applicare ricatti del tipo “Se non mangi tutto, ti tolgo un punto” oppure “Se non studi, butto via il tabellone positivo!”.

Era importante per noi far arrivare l’idea che i meriti sono tali e devono restare, che quello che di buono si è realizzato non poteva essere portato via. L’idea che un’azione sbagliata potesse cancellare i buoni risultati non era a nostro avviso un buon insegnamento.

Come può essere il premio per creare delle buone abitudini nei bambini?

Abbiamo visto, con il metodo dei tabelloni, come è possibile aiutare i nostri ragazzi a coltivare delle buone abitudini che rimarranno nella loro vita.

Ancora una volta, sulla base della nostra esperienza, ci siamo chiesti: quale premio consegnare?

La scelta era tra il premio materiale ed il premio emozionale.

Puoi decidere di premiare dando ancora più attenzioni a tuo figlio, e in questo caso il premio potrebbe essere che il bambino decida quale gioco fare e vi abbia (genitori) tutti per sé per l’intera serata, oppure che la sera prima di addormentarsi invece di leggergli una storia se ne merita due e quindi vince anche la possibilità di andare a letto un po’ più tardi.

In alternativa si può decidere per i premi materiali: noi davamo a volte piccoli regalini (un pacchetto di figurine, oppure all’epoca c’erano i Gormiti).

È importante che il premio sia gratificante per il bambino e che non sia esagerato:

  • deve far percepire al bambino che è un premio, un qualcosa di bello per quanto di buono ha fatto, e
  • deve essere un qualcosa che il bambino gradisca perché, se detesta le zucchine, premiarlo

con un bel piatto di zucchine cucinate in 5 versioni differenti, non è una buona idea e con ogni probabilità assocerà il comportamento positivo al ribrezzo.

Ultima regola per aiutare i nostri figli ad assumere delle buone abitudini: se una certa azione è valsa un punto, ogni volta che la ripeterà dovrà ottenere un punto. Questo per non sminuire l’importanza dell’azione compiuta e fare in modo che ripeta quel comportamento sino a che non sarà diventato una sua abitudine.

Alcune conclusioni prima di scegliere il vostro metodo

Questa è solo una delle innumerevoli idee che si possono mettere in atto per svolgere al meglio il compito di genitore.

A noi è stato molto utile e i nostri figli ricordano i tabelloni dei premi con piacere.

Inutile dire che adesso che sono adolescenti, questo metodo non ha più scopo e non avrebbe alcun successo ed il compito di un buon genitore è trovare soluzioni nuove per saper stimolare i figli anche quando diventano più grandicelli ed iniziano ad avere esigenze differenti.

Proprio perché non è semplice e non è ovvio modificare i nostro comportamenti in funzione della loro crescita, molte persone si rivolgono ai miei percorsi.

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Fabio Salomoni




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