Come sta il tuo rapporto di coppia? Qualunque sia la risposta, quella non è la situazione del tuo rapporto di coppia: è la TUA percezione del rapporto di coppia, è ciò che pensi tu di come sia il vostro rapporto ma, molto probabilmente, per il/la tuo/a partner, la percezione della vostra situazione è differente, magari meglio di come la descrivi tu, magari peggiore.

Dobbiamo essere consapevoli che il giudizio che diamo al rapporto è una NOSTRA personale sensazione sulla base delle nostre aspettative frustrate e deluse, sulla base dei nostri valori infranti, sulla base di ciò che per te dovrebbe esserci in un rapporto e sono tutti aspetti che riguardano se stessi ed è molto probabile che la persona che si ha accanto le viva diversamente perché le sue considerazioni sono differenti.

Occuparsi delle sensazioni del partner

Non c’è giusto e non c’è sbagliato: semplicemente, si prendono in considerazione aspetti diversi e si fanno considerazioni diverse, giungendo a conclusioni differenti.

Ma (ecco il solito “ma”) se mia moglie è infelice all’interno del rapporto e io non ho la sua stessa percezione MA la amo, se tengo a lei e al nostro rapporto, desidererò modificare il MIO comportamento per andare incontro alle sue esigenze che, se non verranno soddisfatte almeno in parte, la faranno vivere in uno stato d’animo di non appagamento e infelicità (il che dovrebbe essere inaccettabile, se tengo alla mia partner).

Faccio un esempio per spiegare meglio ciò che intendo: poniamo il caso che io e mia moglie stiamo mangiando una certa pietanza e lei mi dice che la trova totalmente senza sale mentre a me sembra che sia salata al punto giusto (quindi abbiamo due percezioni diverse della realtà), cosa faccio? Non le passo del sale? La obbligo a mangiare insipido? Me ne frego? No. Se ci tieni a lui/lei, prendi in considerazione le sue lamentele perché sono aspetti che le/gli stanno facendo vivere la situazione con difficoltà.

Purtroppo la risposta che più spesso riceve chi lamenta un malessere all’interno della coppia è: “Per me non è così… è un tuo problema”. No, non è un problema solo suo, perché se vive male all’interno del rapporto di coppia, e in quel rapporto ci sei anche tu, le sue insoddisfazioni ricadranno anche su di te e quindi VOI non sarete appagati. La sua insofferenza ti arriverà, la sua insoddisfazione ti arriverà, la sua rabbia ti arriverà e non si può fare finta di niente.

Tieni veramente al rapporto di coppia?

Devo ammettere che ogni volta che uno dei due si lamenta per ciò che sta avvenendo nel rapporto di coppia e l’altro/a minimizza, o se ne frega, o scarica ogni responsabilità, provo tristezza perché significa che non si vuole fare la fatica di mettersi in gioco, di valutare cosa si possa fare perché ENTRAMBI possano essere felici, sereni e appagati in quel rapporto di coppia.

È un problema di priorità.

Se una cosa è per te importante, il sacrificio lo fai, l’impegno ce lo metti.

Se rifiuti di accettare che il/la partner manifesta un’insoddisfazione del rapporto, se minimizzi evitando di affrontare la questione per non fare la fatica di dover cambiare qualcosa del tuo atteggiamento o del tuo modo di fare, significa che non vuoi fare alcun sacrificio, alcuna fatica e quindi stai dicendo, stai dimostrando, che quel rapporto di coppia, che quella persona, non è una tua priorità, non ci tieni.

Puoi anche pensarla diversamente, puoi anche non essere d’accordo con il suo percepito, ma non puoi fare finta di niente se la persona a cui tieni ti dice “non sto bene”, “qualcosa non va”. Se la persona che ami ti dice che ha un gran dolore al petto, o che si sente svenire, non puoi rispondere “io non sento niente” e fregartene: se lo fai, stai dimostrando che non ci tieni abbastanza.

Le prime avvisaglie dell’insoddisfazione di coppia

Spesso, ad un certo punto della vita, uno dei 2 ha un momento di “risveglio”, di consapevolezza, e si pone le domande: “Sono felice? Sto bene? C’è qualcosa che non va? L’idea che la mia vita sia così per i prossimi 40-50 anni, mi appaga? Mi dà serenità? Mi rende felice?”

Molto spesso la risposta è NO.

Questo momento di verifica e consapevolezza di ciò che si sta vivendo e provando, questo momento di valutazione della propria vita che molti chiamano “crisi di mezza età” o “crisi dei 40 anni”, è un momento che pone di fronte a un bivio: mi rendo conto che non sono felice come vorrei, mi rendo conto che troppe cose non mi fanno sentire soddisfatta/o, cosa faccio?

  1. Faccio finta di niente, taccio e sopporto, accettando di vivere così i prossimi 30-40-50 anni della mia vita
  2. Provo a cambiare le cose e manifesto la mia insoddisfazione, comunico la mia infelicità, nel tentativo e nella speranza che si possa fare qualcosa per rimettere il tutto sul giusto binario?

Questo è il grande bivio che moltissime persone vivono.

Questo momento di ascolto interiore, di valutazione della propria situazione, solitamente la compie 1 dei 2. Difficilmente viene vissuta nello stesso momento; di solito uno dei due sente che le cose non vanno e non possono andare avanti così mentre per l’altra persona non è arrivato il momento di porsi la questione.

Non possiamo fare una colpa all’altra persona che non si è fermato/a, che non ha fatto il punto della situazione della propria vita. Senza questi passaggi non può avere la tua stessa percezione. Non possiamo fargliene una colpa ma, come ho già detto, il non avere la stessa percezione non significa fregarsene di ciò che sta vivendo il/la partner che manifesta la propria sofferenza.

I problemi di coppia vanno affrontati

Se non te ne curi, se non accetti il fatto che c’è un’insofferenza, se non dai retta ai campanelli d’allarme e guardi dall’altra parte, i problemi non svaniranno, anzi, aumentano le distanze, aumenta il senso di solitudine, aumenta la sensazione che l’altro/a provi disinteresse per te e quindi il problema, non preso in considerazione, peggiora fino al punto di rottura.

Quando avviene, vengo contattato e mi dicono “Non avevo capito che la situazione era così peggiorata. Poteva anche dirmelo! Poteva anche farmelo capire!” frase che rivela un tentativo maldestro di dare la colpa all’altra persona non assumendosi la responsabilità di non aver dato ascolto alle richieste d’aiuto.

Desidero condividere con te una considerazione che è frutto dei miei vicini di casa: qualche tempo fa hanno festeggiato i 50 anni di matrimonio, mi hanno portato i confetti, ed io, visto il lavoro che svolgo, un po’ in automatico ho fatto la domanda: “Qual è il segreto di un matrimonio così longevo?”

La moglie ci ha pensato qualche secondo e mi ha risposto: “Il segreto è come affronti le difficoltà e i problemi”.

Ho mostrato interesse e lei mi ha spiegato: “In 50 anni ci sono alti e bassi, momenti felici e momenti tristi, periodi tranquilli e periodi complicati. Nei momenti bassi, tristi e complicati si rivela com’è realmente quella coppia. Nella difficoltà alcuni si allontanano, non sopportano il peso dei problemi perché non credono che la coppia dia supporto, si incolpano di essere la causa della difficoltà creando spaccature sempre più grandi che fanno finire il rapporto. Al contrario, se li affronti come coppia, se ci si aiuta, se si affrontano in modo corale, se ci si supporta, allora quei problemi e difficoltà aggregano la coppia invece che allontanarla.

Quando c’è un problema si può fare gruppo e consolidare oppure si abbandona la barca. Il segreto, è come affronti i problemi”.

Molti dicono: “I problemi hanno creato una frattura tra noi” ma è sbagliato. La frattura c’era già ma non la vedevano. Il problema l’ha solo resa evidente ai loro occhi. Pensiamo ai figli: molti mi dicono “sono arrivati i figli, con i loro problemi e ci siamo allontanati”. Non è colpa dei figli se si sono allontanati. Non è il loro arrivo ad aver spezzato la coppia. Era una coppia già poco unita e, di fronte alla rivoluzione portata dai figli e alle difficoltà, hanno rivelato le crepe, le fratture e sono andati per la propria strada invece che essere coesi. I figli non sono la causa di nulla.

Le stagioni del rapporto di coppia

Se agli eventi della vita reagisci con armonia e in accordo, resti nella primavera o nell’estate del rapporto di coppia. Se lasci che le cose naufraghino, se non ci lavori, lentamente ma inesorabilmente il rapporto di coppia scivola nell’autunno o nell’inverno del rapporto.

Essere nella primavera del rapporto di coppia significa che lo stai vivendo con freschezza, come se fosse l’inizio. È la stagione del nuovo inizio, della nascita della natura, tutto è frizzante e in divenire. Se sei nella primavera del rapporto di coppia significa che provi entusiasmo per la realizzazione della coppia che state vivendo. Provi entusiasmo, gioia, felicità ed anche speranza, perché hai la netta percezione che tutto ti sorrida e che il futuro sarà radioso.

Poi c’è l’estate del rapporto di coppia. Cosa significa? Le coppie che vivono l’estate del loro rapporto si divertono in coppia, stanno bene, hanno la netta sensazione che quelle che erano le speranze sul futuro di quando si era nella primavera della coppia, si siano realizzate. Nell’estate del rapporto di coppia ti senti amato/a, hai proprio la percezione che l’altra persona tenga a te. Nella primavera del rapporto c’è tanta gioia ma anche un po’ di timore che la cosa possa terminare ma nell’estate hai la scurezza, la certezza che vi siete trovati.

Quindi, in primavera e nell’estate del rapporto di coppia si sta bene e si è felici. Ma, se non curi le piantine nei vasi, se non annaffi, se non ti preoccupi di occuparti di loro, presto tutto avvizzisce. Allo stesso modo, chi non si occupa di alimentare la gioia del rapporto, finisce con il scivolare nell’autunno della coppia.

In autunno i colori delle foglie sono molto belli ma presto arriveranno i venti freddi e gelidi a spazzare via tutto. Con l’autunno c’è quella fase che ho descritto in precedenza: uno dei due inizia a percepire che qualcosa non va. All’inizio minimizza “ma si, è un momento. Passerà” oppure si pensa “beh… è così un po’ per tutti…” e si fa finta di niente, si cerca di mettere la polvere sotto al tappeto, si spera che le cose si sistemino da sole, senza impegno, senza fatica, senza affrontare realmente il problema. Come ho già detto, i problemi non affrontati, peggiorano.

Gli altri, quando vi vendono, pensano che tra voi tutto vada bene, ma tu senti che non è così. È una maschera, sono apparenze, averti un’insoddisfazione che all’inizio è latente e poi aumenta sempre più. Quelle certezze rispetto al futuro di quando eri in primavera stanno lasciando il posto alla preoccupazione per il futuro.

Inizi a mettere in discussione te, il/la partner, il rapporto, tutto.

Qui inizi a cercare l’appoggio di chi hai accanto ma di solito non arriva, non c’è la sua comprensione, anzi, ti dice che stai esagerando, che la situazione non è quella che descrivi, che la stai peggiorando tu con questo tuo atteggiamento.

Questi/e partner si accorgono di essere nel pieno della crisi di coppia quando dall’autunno si è vicini all’inverno.

Quando sei in autunno se non affronti la cosa cadi nell’inverno. Se la affronti puoi tornare, con impegno e fatica, alla primavera.

I più credono di poterlo fare da soli e di fronte ai primi insuccessi si arrendono pensando “le ho provate tutte… è tutto inutile”.

No, serve una figura esterna preparata, non necessariamente io, che accompagni attraverso un percorso serio di riavvicinamento e comprensione reciproca.

 

Fabio Salomoni