C’era un tempo in cui preparavi ai tuoi figli la maglietta e il pantalone o la gonna secondo i tuoi gusti.

C’era anche un tempo in cui dovevi insistere e litigare perché facessero la doccia o il bagno.

Poi, all’improvviso, tu non capisci più nulla di moda e il bagno è sempre occupato da loro.

Sai una cosa? È giusto così.

Il bambino getta il suo gioco a terra per scoprire la forza di gravità, per scoprire il rumore dell’impatto con il pavimento.

Il bambino esplora, è curioso, indaga; ogni oggetto e situazione è terreno di scoperta.

Se rimanesse seduto composto, adeguato, immobile come un “gatto di marmo”, non farebbe le esperienze corrette per poter crescere.

I figli adolescenti hanno lo stesso obiettivo.

Esplora per scoprire fino a che punto le sue regole possano essere migliori di quelle genitoriali; magari migliori anche solo perché più divertenti.

Stanno crescendo e si ritrovano con braccia sempre più lunghe che non sanno come far ciondolare, si trovano dei peli che non capiscono perché debbano crescere, e magari iniziano a comparire i brufoli che improvvisamente deturpano l’immagine che vedono nello specchio.

E nonostante tutto questo, devono riuscire ad accettarsi e a farsi accettare dalle persone a cui più tengono: e non siete più voi genitori.

Sono i loro amici.

Perché loro li potrebbero perdere, mentre tu ci sarai sempre.

Questo, anche se non lo ammetteranno mai, lo hanno molto ben presente.

In questa trasformazione però, il tuo ruolo è importante perché sarai un pilastro per le loro sicurezze.

Cosa fare? Alleati!

Instaura un clima di cameratismo per non essere tagliata fuori.

Come farlo? Eliminando il giudizio, almeno fino a che non avrai creato un clima di aperta e paritaria collaborazione.

Non amicizia; collaborazione.

Che ti piaccia o no, ora lo sguardo degli altri a loro interessa, e non sei più tu il punto di riferimento per l’identità che si stanno creando.

Freud diceva che per diventare grande, un figlio deve, simbolicamente, metaforicamente, uccidere i propri genitori.

Alcuni genitori vedono in questa evoluzione e crescita dei propri figli adolescenti, un motivo di vanto.

Sono compiaciuti nel vederli sempre più autonomi, capaci di scegliere, decidere ed agire, sono fieri di essere stati capaci di accompagnare lo “sbocciare” del fiore.

Altri genitori hanno il bisogno del controllo e senza accorgersene, cercano di limitare o impedire che avvenga l’emancipazione.

Teniamo presente che i figli adolescenti vivono un momento di grande confusione per il cambiamento che stanno vivendo e la reazione è spesso la provocazione.

Vogliono essere detestabili per capire se li amate nonostante il loro essere, e sentono l’impulso di gridare che vogliono ridisegnare il loro mondo, perché come la chiocciola, crescendosi trova ad un certo momento con il guscio che le va troppo stretto, i figli devono creare nuove regole, una nuova disciplina.

Per riuscire a liberare la loro creatività hanno bisogno di una tela più grande e nuovi pennelli.

Le frasi dei genitori “Se fai così mi fai morire di crepacuore”, “Non sai sistemare la tua camera, figurati se sai decidere per la tua vita”, “Sei ancora un poppante, faresti bene ad ascoltarmi” sono tutte frasi che gettano benzina sul fuoco e creano contro-risposte sempre più di ribellione.

Sono inutili espressioni della frustrazione genitoriale che non comprende la fase che stanno attraversano i figli.

Pensa che, dopo che avrai eliminato il giudizio ed il dissenso per un po’, i tuoi pareri torneranno di nuovo ad essere considerati e accettati.



Fabio Salomoni




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