Oggi torno ad affrontare l’argomento del rapporto tra genitori e figli, ma questi stessi concetti li puoi estendere all’interno del rapporto di coppia. Quale comportamento è più corretto applicare con i figli?

I bambini, come i ragazzi e gli adulti, combinano dei guai.

Ti sei mai chiesto perché avviene?

Principalmente per due motivi:

1 – Per sbadataggine, urtano il bicchiere rovesciandolo, entrano in casa con le scarpe infangate, si scordano che c’era da fare anche la ricerca su Vercingetorige.

  • Non ci pensano, hanno la testa altrove.
  • Non ci hanno pensato.
  • Non ci hanno fatto caso.

2 – Per attirare l’attenzione, per lanciare un grido d’allarme e per sapere se, per te, lui o lei, conta più del guaio che ha commesso.

Con la sbadataggine puoi solo attendere che inizi ad estendere la sua capacità di prevedere le conseguenze.

Quando sono bambini piccoli, sono immersi nel loro mondo e non hanno ancora gli strumenti per capire che ci sono tante realtà e situazioni che può influenzare e modificare a sua insaputa.

Non vuole rovesciare il bicchiere, voleva solo prendere la bottiglia dell’acqua e la veemenza che lo porta d’impulso a slanciarsi verso la bottiglia, gli ha fatto rovesciare l’acqua sul tavolo.

Puoi continuare a dire “stai più attento!” ma non cambierà le cose fino a che la sua impulsività istintuale non si acquieterà.

E quindi, quale comportamento è più corretto applicare con i figli?

Caso ben diverso se il bambino ha un comportamento improprio con il fine di misurarci.

Quale misure stanno prendendo? Cosa vogliono verificare? Se li ami.

Vogliono capire se l’impressione che spesso hanno, di essere l’ultima delle priorità, sia una realtà o una fantasia.

“Mamma vuoi giocare con me?”
“Aspetta che finisco di cucinare”.

“Papà posso farti sentire la poesia?”
“Aspetta che mando le ultime mail”.

“Mamma mi porti ai giardinetti?”
“No, oggi devo fare la spesa”.

“Papà leggi la favola?”
“Ora sono stanco e occupato. Lo facciamo domani”.

Troppo spesso le scadenze, gli impegni, gli interessi personali, vengono prima del bambino che, vivendolo dal suo punto di vista, non capisce se quando gli viene detto “Sei l’amore grande della mia vita” sia la verità oppure no.

Ecco che iniziano a pensare che se ciò che è importante cattura l’attenzione, disubbidire e ricevere sgridate e punizioni, potrebbe essere un ottimo modo per essere importanti per i genitori.

Altra informazione che vogliono raccogliere è se, quando gli si dice “sei ciò che conta di più per me” sia veramente così.

E quindi quando il bicchiere urtato termina a terra e va in frantumi, il bambino verifica se ti importa più del bicchiere e quindi urli, e lo affronti con veemenza, oppure se conta più il bambino, e quindi, semplicemente lo abbracci e, dopo aver verificato che non si sia fatto male, gli spieghi l’errore con calma.

Se conta di più il guaio, lo sgridi con veemenza perché non doveva permettersi di commettere quell’errore.

So già il dubbio del lettore: “quindi, il bambino mi disegna sui muri, mi strappa le foglie dai fiori sul balcone, si arrampica sugli armadi, e io semplicemente lo abbraccio e gli spiego con calma che non si fa?

Non hai idea di cosa significhi avere un figlio”.

Affermazioni di questo tipo le sento da anni.

È chiaro che un figlio debba avere regole ed i genitori debbano farle rispettare e capire quale comportamento è più corretto applicare con i figli non è semplice.

Ma se il comportamento improprio del figlio ha lo scopo di richiamare la nostra attenzione su un suo vissuto di abbandono e mancata considerazione, la nostra priorità è il bambino e dimostrargli che lo amiamo con tutto il cuore.

Quel brutto voto, quella risposta tagliente, oppure quel silenzio, sono un suo linguaggio per dire “Ho bisogno di sapere che mi ami nonostante tutto”, vuole sapere di contare, vuole sapere che lo ami e che ci sei, anche se i vicini ridono alle vostre spalle, anche se i nonni si lamentano di ciò che fa facendoti sentire una incapace, anche se la zia lo guarda con disgusto.

Chi se ne frega di loro.

Non giudicarlo mettendogli delle etichette “Sei cattivo” , “Sei un vero teppista”, “Sei ingestibile”, “Sei terribile”, “Sei scarso a scuola”. Semplicemente amalo.

Il che non significa condonare ogni errore. Significa semplicemente considerarlo per quel che è, senza isterismi, clamori, esagerazioni.

Se non perde occasione per comportarsi come monello, il “come si comporta” non è il vero problema, il vero problema è il motivo che lo porta ad agire così.

Se il suo bisogno è metterti alla prova o mettere alla prova il vostro rapporto, devi essere pronta a superarla.

Più lo giudichi e meno comunichi amore, più si sente giudicato e meno vorrà farsi avvicinare

Come una clessidra: una ampolla ha la scritta amore e l’altra ha la scritta giudizio.

Se metti in alto il giudizio, l’amore all’interno dell’ampolla scivolerà via, in quella sottostante.

Se poni in alto l’amore, sarà il giudizio a defluire, svuotando l’ampolla.



Fabio Salomoni




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