Non ho il “pollice verde” e mia moglie Antonella ha il pollice nero; quando va a comprare una piantina, il fiore e le foglie la pregano perché non le acquisti.

Per quale motivo? Semplicemente perché se ne dimentica, non le annaffia, non le cura, non se ne occupa e seccano.

Hai mai provato a camminare lungo un rettilineo, magari un lungo corridoio, tenendo la testa e lo sguardo rivolti su un lato? Cosa accade?

Che mano a mano che procedi, anziché proseguire dritto davanti a te, lentamente devi il tuo percorso, spostandoti verso il lato dove è rivolto il tuo sguardo.

Lo stesso avviene nella vita di tutti i giorni:

Su cosa stai rivolgendo la tua attenzione?

Qualche giorno fa ho avuto un incontro con una donna che mi ha descritto la sua vita di coppia con l’intenzione di riuscire a migliorarla.

Mi ha parlato del compagno che rientra tardi dal lavoro, del marito che non l’aiuta in casa, del marito che non le mostra affetto per come lei desidererebbe, del marito che ha interessi diversi dai suoi, del marito che in casa non muove un dito, del marito che quando escono con gli amici non la fa sentire stimata e apprezzata.

Ucciditi, datti fuoco, e fai in modo che le tue ceneri vengano sparate su Marte.

Una persona con questo atteggiamento e con questo focus, si sta impegnando molto di più nel tentativo di vendere a me, e a se stessa, i motivi dell’insuccesso matrimoniale, piuttosto che impegnarsi a ricostruire.

Jim Rohn disse che la disciplina è il ponte tra gli obiettivi e il loro raggiungimento, e la donna di cui ti ho parlato si è mostrata molto disciplinata nel lamentarsi, nel trovare alibi e nel distruggere… e infatti ci stava riuscendo benissimo.

Su cosa stai rivolgendo la tua attenzione? Ciò su cui ti concentri si sviluppa e cresce.

Se il tuo sguardo è rivolto verso un lato, tenderai a spostarti verso quello stesso lato.
Il tuo mondo, il mondo che percepisci, è quello che continui a vedere, che continui ad ascoltare, che continui a raccontarti.

Ma allora sto dicendo che bisogna far finta di niente e sopportare stoicamente tutto ciò che non va?
Assolutamente no.

Ma occorre dedicare un lampo di energia a ciò che non va e tonnellate di energia a trovare soluzioni, a risolvere le problematiche ad affrontare con fiducia ciò che non ci soddisfa.

Se vuoi che le piantine crescano, ti dovrai occupare di loro, ci dovrai pensare e annaffiarle quotidianamente, con disciplina.

Quali pensieri annaffi più spesso?

Quelli dei problemi o quelli delle soluzioni?

Molto spesso, la realtà non è così terribile, se solo la guardassimo considerando anche altri aspetti, e troveremmo la fiducia necessaria per riparare ciò che è rotto.

 

Fabio Salomoni