“Mio figlio mi fa impazzire” è una delle frasi più frequenti che sento quando i genitori mi contattano. Posso capirlo.

Siamo presi da centomila faccende, abbiamo un’infinità di impegni pressanti, lo stress è alle stelle, la fretta è mostruosa, i tempi sono strettissimi e ai figli, queste tenere creature che hai portato 9 mesi in grembo con amore e aspettative, della tua fretta, della tua ansia, dei tuoi impegni e del tuo stress, non importa assolutamente nulla.

Vanno alla loro velocità, sono egocentrici e si aspettano che il mondo si adegui in base alle loro esigenze e questo fa uscire di testa molti genitori ma… valuta, anche solo per un istante, se i figli con i pochi strumenti che hanno per reagire agli eventi, per far fronte ai problemi della vita etc. immagina se, per imitazione ed empatia amorevole, facessero loro la tua fretta, la tua ansia, il tuo stress.

Forse riuscirebbe a mettersi le calze e le scarpe in meno tempo, ma lo dovresti portare ogni giorno dall’analista.

Tuo figlio ti fa impazzire?

“Mio figlio mi fa impazzire” è già di per sé una frase che scarica sul figlio la responsabilità di ciò che vive il genitore: è colpa sua.
Parlo spesso di Leadership genitoriale, ed ogni leader all’altezza del proprio ruolo sa che deve assumersi la responsabilità delle difficoltà e lasciare agli altri gli onori dei successi.
Asserire “Lui mi fa impazzire” significa dare il comando al figlio, cedere la gestione della situazione, rinunciare al proprio ruolo di leader genitoriale.

Inoltre è una frase di rifiuto, di non accoglienza, di espulsione e di accusa: tutti meccanismi che un genitore non dovrebbe mai mettere in atto nei confronti dei propri figli.

Cosa cerca un figlio da te?

I figli desiderano Amore, accoglienza e fiducia.
I loro comportamenti sono per metterci, inconsapevolmente, alla prova: “Vediamo se mi ama, accoglie, se si fida di me veramente ed io posso fidarmi… mettiamoli alla prova!”.

Il vero problema è che vogliamo dei figli ma non siamo disposti ad adeguarci a loro; vogliamo dei figli e pretendiamo che pensino, agiscano, interpretino le situazioni e ragionino, come degli adulti.
Non adulti a caso: adulti come te.

“È assurdo: gli dico di fare una cosa e non la fa”, non è assurdo.
“Gli spiego le cose e non le capisce”, o non spieghi bene o le ha capite ma non le riesce a metterle in pratica.
“Vuole decidere di testa sua”, sta esplorando il mondo delle sue possibilità.
 “Non vuole fare i compiti”, è un bambino e fare i compiti è noioso!

Sono tutte situazioni normali.
È anormale che ci meraviglino.

Avere figli non è un obbligo

Nessuno ci ha obbligato ad avere dei figli.
Mi rifiuto di credere che qualcuno pensi che avere dei figli sia solo tenerezza, coccole e ricevere amore incondizionato.
Tuo figlio va bene, è normale, si comporta come un bambino: è solo che non hai gli strumenti per rispondere ai suoi comportamenti.

Il problema non è lui, sei tu.

Come cambierebbe se iniziassimo a dire “Io faccio impazzire mio figlio!”. Come ti sentiresti? Non bene. Non sentiresti l’impulso di voler scoprire cosa cambiare per agire diversamente e non farlo più “impazzire”?

Non prendertela, non mi interessa attivare i sensi di colpa. Sono certo che fai del tuo meglio con impegno e sacrificio, ma finché pensiamo che i nostri figli siano sbagliati, difettosi, inadatti e incontrollabili non facciamo altro che creare l’alibi perfetto per dire che non possiamo farci nulla: “La colpa è loro e noi siamo povere vittime del caso avverso che ci ha dato un figlio così”.

E invece no. I figli sono come una imbarcazione che devi condurre al porto di destinazione. I venti non li decidi tu e neppure le correnti, ma l’abilità del bravo marinaio è quella di sapere cosa fare in ogni situazione, sapersi adattare ad ogni condizione, per riuscire a giungere alla destinazione nel migliore dei modi nonostante tutto.

I figli sono come sono e il genitore preparato sa come attivarsi al meglio.

Se continui a puntare il dito contro il vento, la marea o la barca, resterai sempre dispersa tra le onde del mare e non andrai da nessuna parte.

L’abilità sta nel volersi migliorare ogni giorno per diventare un navigatore esperto, abile e capace nonostante le avversità.

Quando decidi di avere un figlio metti in conto che avrai delle gioie inenarrabili, magari anche solo guardandolo da lontano mentre gioca o osservandolo mentre dorme, e il cuore ti si riempirà di un amore sconfinato, ma per avere questo occorre pagare lo scotto di tutto quello che “va come deve andare” e non come “vorresti che andasse”.

È questo il mestiere del genitore.
Loro sono normali e fanno la loro parte.

Il vero problema siamo noi genitori che non siamo disposti a imparare come fare la nostra.



Fabio Salomoni




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