La quarantena è arrivata quando l’Italia è diventata zona protetta. Tutti siamo stati invitati dalle Ordinanze che si sono susseguite – a livello territoriale e locale – a rimanere nelle nostre case. Con misure via via più restrittive. E in famiglia che succede?

Prima della quarantena

Prima della quarantena eravamo immersi nel quotidiano, presi da moltissimi impegni che ci tenevano occupati e grazie alla molteplicità delle situazioni nelle quali ci siamo trovati a vivere, riuscivamo spesso a fare “buon viso a cattivo gioco” sopportando anche ciò che ci indispettiva, passando sopra a situazioni per noi insopportabili.

Del resto, tutti abbiamo una moltitudine di maschere che indossiamo a seconda delle circostanze e per come ci conviene. Come scriveva il poeta francese Arthur Rimbaud: “La vita è la farsa che dobbiamo recitare tutti”.

Dal covid-19 alla quarantena

All’improvviso, ecco deflagrare nelle nostre vite l’emergenza Covid-19 e la maggior parte di noi è costretta a vivere con i propri familiari h24; impensabile riuscire a tenere nascosti i “problemi” e far finta di niente per un tempo così prolungato.

Questo è il punto: nei momenti di crisi ed emergenza – come una quarantena inaspettata e imprevedibile può causare – non solo riveliamo il nostro vero essere, ma oltretutto le situazioni vengono esasperate e ingigantite. Quello che in situazioni normali sarebbe stato un semplice diverbio con il partner, si trasforma in un’accesa discussione, il figlio che qualche volta era sgarbato si rivela essere totalmente irrispettoso, il genitore poco paziente, in questa situazione sbotta per un nonnulla.

Non ci si trattiene più e, anzi, si esaspera.

È davvero l’isolamento a creare il problema?

Attenzione a credere che la situazione caotica e caustica sia frutto dell’emergenza dettata dallo stato di quarantena. La convivenza forzata non ha creato il problema. Piuttosto lo ha messo in evidenza.

Tutte le situazioni che per quieto vivere sono state per anni accantonate, ora appaiono di difficile gestione.

Spesso coloro che ricevono la mia newsletter che tratta argomenti di Dinamiche Familiari, rispondono di non essere soddisfatti o felici della propria situazione, ma che tutto sommato, è così un po’ per tutti e lo si può solo accettare.

Ci auguriamo che situazioni di questo tipo non si ripetano in futuro, ma i problemi e le difficoltà che non vengono affrontati, non potranno che esasperare sempre più. 

La quarantena dettata dall’emergenza Covid-19 ha permesso a molti di acquisire consapevolezza abbreviando i tempi. Molte persone hanno vissuto sulla propria pelle l’effetto “Rana nell’acqua bollente”: pare (non è una prova che intendo fare) che una rana messa in una pentola con l’acqua bollente salti immediatamente fuori dal pentolone per non ustionarsi, mentre una rana messa in una pentola con l’acqua fredda posata sul fuoco, muoia senza rendersi conto del graduale aumento della temperatura dell’acqua. 

È quello che avviene nella vita di molti. Giorno dopo giorno, eliminano dalla memoria parti della realtà, magari immergendosi nel lavoro per fuggire da un rapporto di coppia deludente o dalle difficoltà di crescere un figlio.

Giorno dopo giorno, facendo finta di nulla, dedicandosi ad altro per non agire per cambiare la situazione, sperando che la buona sorte o la provvidenza possano risolvere i problemi come per magia.

La quarantena come possibilità

Se in condizioni normali tante persone si ritrovano “lessate” senza rendersene conto, salvo poi vivere nel ripensamento e nel rimpianto quando ormai è troppo tardi, la quarantena imposta dall’emergenza, oltre alla tragedia ci dona una possibilità: guardare in faccia alla realtà.

La quarantena e reclusione familiare termineranno, potremo tornare al lavoro, i figli potranno riprendere la scuola, potremo tornare a distrarci, e il pericolo sarà tornare a far finta di nulla, anestetizzando le proprie vite. 

Se da questa difficile situazione vogliamo trarre qualcosa di positivo e buono, cogliamo l’opportunità di acquisire consapevolezza delle problematiche che stiamo vivendo nella comunicazione e nell’educazione con i figli e nel rapporto tra partner, perché non dobbiamo convincerci che sia normale vivere nell’insoddisfazione, nell’ansia, nel dispiacere, nella sofferenza o nella frustrazione.

Si può fare molto per creare una vita familiare serena e soddisfacente, e ad emergenza terminata, potrà essere una buona idea iniziare la ricostruzione.



Fabio Salomoni




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