Sperando si muore! Troppe persone, di fronte alla difficoltà di coppia o con i propri figli, rispondono semplicemente: “Speriamo che le cose cambino”.

Speriamo?
Speriamo e non agiamo per quanto tempo?
Quanto tempo pensi di concederti senza decidere di approcciare la situazione in modo differente? 1 anno? 5 anni? Il tempo scorre, inesorabile e veloce, e in un attimo, la vita è trascorsa ineluttabilmente.

Oggi voglio iniziare da una frase di Walt Whitman:

“Cogli la rosa quando è il momento,
ché il tempo lo sai che vola…
e lo stesso fiore che oggi sboccia
domani appassirà”

Robin Williams ci ha stregati con il carpe diem del film “Attimo fuggente”.

Siamo tutti bravissimi a ipotizzare quando faremo grandi cose:

  • “Da lunedì mi metto a dieta”
  • “Prima o poi smetto di fumare”
  • “Presto o tardi faccio quel viaggio”

Ci scordiamo che “il tempo” è il bene più prezioso e che non è infinito. Non puoi sprecarlo sperando e basta. È proprio per questo motivo che questo articolo si intitola “sperando si muore”, per non sprecare un’altro momento della nostra vita.

Problemi di coppia o problemi con i figli: quando te ne accorgi?

Sempre più persone attraversano momenti di difficoltà sia nel rapporto di coppia che con i propri figli.

Il lockdown è stata una deflagrazione familiare. Laddove le cose andavano bene, rimanere a stretto contatto con partner e figli ha reso ancora più solido il rapporto e ha fatto emergere qualità che, magari, non si erano notate. Ma in tutte quelle case dove il rapporto di coppia vacillava o il rapporto di coppia si reggeva su equilibri precari, il restare intere settimane sempre insieme 24 ore su 24, ha fatto uscire tutta la polvere che era stata nascosta sotto i tappeti.

Infondo, quando le cose non vanno benissimo, ci si può anestetizzare con il lavoro, con la palestra o il corso di ballo: in questo modo si sta a casa il meno possibile, si mangia guardando la TV e si va a dormire, facendo finta che tutto sia a posto.

Fai finta che tutto sia a posto e speri in un futuro migliore.

Speri che le cose si sistemino, prima o poi.

Speri che tuo figlio capisca.

Speri che il tuo partner si ravveda.

Speri… e il tempo passa. La tua vita se ne va.

Certo che puoi aspettare e sperare: tanto siamo immortali.

Sperando si muore, quando ti accorgi del problema?

Ci risvegliamo da questo auto-inganno di immortalità, da questa ipnosi collettiva, da questo rifiuto della realtà, dall’illusione che prima o poi le cose si sistemeranno da sole, che si possa semplicemente aspettare, quando qualcuno vicino a noi viene a mancare improvvisamente.

Quando questo avviene, ci si rende conto del filo sottilissimo a cui siamo appesi e che potrebbe spezzarsi in ogni istante.

Oppure si smette di affidarsi semplicemente alla speranza e si inizia a cercare soluzioni, quando la sofferenza diviene intollerabile, dopo che quell’ultima goccia ha fatto traboccare il vaso della sofferenza, del dispiacere, della delusione o del rancore.

Occorre affrontare i problemi di coppia e con i figli

Restare aggrappati alla semplice speranza non migliora le cose.

Ad un certo punto, se si vuole realmente che la situazione migliori, occorre dire “basta!” e cercare soluzioni.

Darsi da fare.

Impegnarsi.

Quindi sono totalmente contro la speranza? No, affatto. Un lumicino di speranza è utile. Infonde coraggio, dona ottimismo. Ma non può bastare.
Certo, senza speranza c’è la resa.

Molti non agiscono perché sono così tanto avviliti da essere impregnati di sconforto e si abbandonano alla delusione. Cedono le armi. Rinunciano alla vita. Il pensiero diventa: “Non c’è nulla che possa fare. La mia vita sarà inevitabilmente questa!”.

È la morte da vivi.

È la rinuncia. Per molti è una scelta di comodo: abbandonandosi allo sconforto non si daranno da fare, non si impegneranno, non faticheranno per migliorare la situazione.

Occorre darsi da fare, occorre scoprire in quale diverso modo affrontare la situazione, occorre provare in modo differente da come hai fatto fino ad ora.

Sperando si muore, occorre rischiare, occorre sfidare il fato.

Non sto dicendo che in tutte le situazioni ci sia sempre una soluzione felice ma, mi chiedo, e chiedo a te che stai leggendo queste considerazioni, se abbia senso semplicemente sperare, lasciare che i giorni scorrano e aspettare, chissà cosa, perché quella certa cosa, così importante per te, si aggiusti. 

Aspetti cosa? Il momento giusto? Il momento giusto non lo troverai, perché ci sarà sempre un inconveniente, una situazione, una emergenza, una priorità e il tempo passa.

Sperando si muore! Bisogna risolvere i problemi adesso.

Vuoi dirgli Ti Amo, diglielo in ogni occasione valida. Perché aspettare?

Vuoi fargli un regalo? Il momento giusto è ora.

Vuoi farlo a te il regalo? Ottimo, è il momento.

Vuoi cambiare le cose? Aspettare non le migliorerà. Agisci ora.

La vita è fatta di scelte: puoi scegliere di sperare e aspettare, oppure scegliere di darti da fare e agire con metodo.

Fai quel viaggio, scrivi quel libro, fai quel cambiamento, non rimandare, il momento giusto, è ora. Perché sperando si muore!

Come diceva Robin Williams:

“Avvicinatevi,
ascoltate cosa dicono quelle foto in bianco e nero
di chi non c’è più…
Carpe diem… cogli l’attimo.”



Fabio Salomoni




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